Un calo dell’udito a quale età può manifestarsi?

Entrando nel merito dei disturbi che un calo dell’udito può comportare, ha spiegato il Dott. Johnny Cappiello, Responsabile dell’U.O. di Otorinolaringoiatria dell’Istituto Clinico S. Anna, “si può dire che ogni fascia d’età ha le proprie patologie uditive.

Un neonato su mille risulta affetto da ipoacusia congenita, spesso associata a malformazioni di scheletro facciale, osso timpanico o coclea.  Verso i 4/5 anni e anche dopo, invece, sono frequenti le otiti siero-mucose o muco-purulente, spesso correlate ad infezioni come adenoiditi e tonsilliti acute e croniche che creano versamenti nell’orecchio medio con fuoriuscita di pus.

In età adulta, infine, ci possono essere residui delle patologie infantili, ma più frequenti sono forme di ipoacusia improvvisa dovuta a un danno alle cellule ciliate a causa di infezioni virali o danno vascolare. In particolare nelle donne, e soprattutto dopo gravidanza e allattamento, si può avere ipoacusia dovuta ad un aggravamento dell’otosclerosi, una patologia ereditaria che provoca il progressivo blocco della staffa, uno dei tre ossicini collocati nell’orecchio medio, dando luogo a difetto uditivo e acufeni.

Tra i 30 e i 50 anni, inoltre, si possono manifestare le forme tumorali e, infine, tra i 50 e i 60 anni, ma anche prima nelle persone predisposte geneticamente, si hanno le prime avvisaglie della presbiacusia”.

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