Salute della donna: stile di vita e prevenzione

La promozione della salute delle donne è un obiettivo strategico per la promozione della salute di tutta la popolazione, è misura della qualità – e quindi dell’efficacia ed equità – di un sistema sanitario. Ma non solo: è un vero paradigma del livello di civiltà, democrazia e sviluppo di un Paese. Come ci ha spiegato il dott. Roberto Garbelli, Responsabile dell’U.O. di Ostetricia e Ginecologia dell’Istituto Clinico S.Anna​, “le donne, il loro mondo, la loro vita e la loro salute sono veri “indicatori del benessere” di una società nel suo complesso. E viceversa, le disuguaglianze nello stato di benessere e di salute delle donne intrecciano tutte le altre disuguaglianze, economiche, sociali, culturali”. 

Perché è importante per lei parlare di salute delle donne?

”Innanzitutto perché sono un ginecologo. Il ginecologo è infatti per antonomasia il “medico della donna”, colui che se ne prende cura, che ha il privilegio di seguirla in tutte le fasi della vita, dalla pubertà al periodo fertile, durante la gravidanza, il parto, la menopausa e la post-menopausa. Anzi il ginecologo a volte è l’unico medico al quale la donna si rivolge periodicamente, dunque in una posizione di grande vantaggio strategico nei confronti delle malattie rispetto agli altri medici. Ha cioè modo di garantire la salute della donna nel senso più ampio del termine, non solo la salute legata alle malattie ginecologiche ma garantire una salvaguardia del benessere cardiovascolare, oncologico, riproduttivo e mentale”.

Come ci ha spiegato il dott. Roberto Garbelli è importante focalizzare l'attenzione sulla salute della donna perché le donne si ammalano di più.

“Nei paesi occidentali le donne hanno una prospettiva di vita più lunga degli uomini. In Italia, ad esempio, la spettanza di vita alla nascita dell’uomo è 80,1 anni mentre quella della donna è 84,7 (dati ISTAT, 2016). Tuttavia, pur avendo una vita più lunga, le donne hanno uno stato di salute peggiore rispetto agli uomini. Sempre di più negli ultimi decenni emerge infatti un paradosso: gli uomini guadagnano più anni in salute, le donne guadagnano più anni in disabilità. Quindi i cinque anni di 'vantaggio' delle donne sono anni di “vita ammalata”, principalmente per le conseguenze delle malattie cardiovascolari, osteoarticolari e neurologiche (demenza e depressione). Questo ha una enorme influenza sulla qualità della vita e sulla spesa sanitaria. Le malattie per le quali le donne presentano una maggiore prevalenza rispetto agli uomini sono: le allergie (+8%), il diabete (+9%), la cataratta (+80%), l’ipertensione arteriosa (+30%), alcune malattie cardiache (+5%), malattie della tiroide (+500%), artrosi e artrite (+49%), osteoporosi (+736%), calcolosi (+31%), cefalea ed emicrania (+123%), depressione e ansietà (+138%), Alzheimer (+100%). 

È doveroso pertanto parlare di salute delle donne perché le donne si ammalano in modo diverso. Gli uomini e le donne, pur essendo soggetti alle medesime patologie, presentano non solo un’incidenza molto diversa ma anche sintomi, progressione di malattie e risposta ai trattamenti molto diversi tra loro. Cioè essere uomo o donna condiziona l’insorgenza, l’evoluzione, la diagnosi, la terapia e la guarigione di una malattia. Questo punto di vista che interessa la malattia e il genere costituisce la base della cosiddetta Medicina di Genere”.

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