Mal di schiena addio: la microchirurgia spegne il dolore

Una soluzione efficace per sconfiggere uno dei disturbi più diffusi è ricorrere ad un intervento mini-invasivo che riduce le cicatrici e i rischi post-operatori, accelera i tempi di recupero e consente al paziente di tornare in fretta ai propri impegni quotidiani

Il mal di schiena è un disturbo estremamente diffuso: stando alle statistiche, l’80% degli italiani ne soffrono. In alcuni casi, come per la lombosciatalgia, è la causa principale di astensione dal lavoro. Molto spesso si percepisce un dolore che, partendo dalla regione lombare, si irradia ad uno o entrambi gli arti inferiori sul decorso del nervo sciatico. Ma non è tutto: in alcuni casi questa affezione dolorosa può accompagnarsi a turbe della sensibilità come per esempio formicolio e intorpidimento, o ad una perdita di forza a carico dell'arto interessato. I motivi alla base di tale manifestazione clinica possono essere molteplici ma il comune denominatore è rappresentato da una compressione di una o più radici nervose a livello della colonna lombare. 

“Tra le cause di una sindrome lombosciatalgica, l'ernia del disco lombare e la stenosi spinale lombare rappresentano le patologie più frequenti”, ci ha spiegato il dott. Claudio Ferlinghetti, specialista in Neurochirurgia dell’Istituto Clinico S. Anna che lavora in équipe con il dott. Matteo Giannini e il dott. Marco Belpietro. “Se il sintomo predominante è il dolore, il trattamento conservativo rappresenta la prima scelta. Se al termine di due mesi di trattamento il paziente non avvertisse alcun beneficio o un miglioramento clinico soddisfacente, la soluzione al problema può essere trovata nell'intervento chirurgico. Quest'ultimo è sempre necessario in caso di grave deficit neurologico”.

 

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