La cura dell’incontinenza urinaria contempla diversi step

Un attento colloquio e la visita uro-ginecologica rappresentano il primo step che permette di inquadrare meglio il problema. Il diario minzionale, inoltre, è uno strumento molto utile per valutare il tipo di incontinenza e stabilire la successiva pianificazione terapeutica. 

Come ci ha spiegato il dott. Najati Alrabi, Responsabile dell'U.O. di Urologia dell'Istituto Clinico S. Anna, “l’esame uro dinamico (indicato in caso di correzione chirurgica) permette di comprendere la dinamica minzionale, la funzionalità sfinterica ed, infine, di classificare definitivamente le perdite urinarie. Alla fine del percorso diagnostico potrà essere definito un piano terapeutico adeguato e mirato alla specifica alterazione da correggere.

La cura dell’incontinenza urinaria prevede diversi step. La terapia riabilitativa contempla esercizi specifici associati ad elettrostimolazione che mirano a rinforzare la muscolatura del pavimento pelvico e lo sfintere urinario. La terapia Laser, che sta dando un contributo importante al miglioramento dell’incontinenza urinaria da sforzo di grado lieve, prevede un trattamento poco invasivo, veloce e efficace. La terapia farmacologica preposta a trattare l’iperattività idiopatica del muscolo detrusore. In caso di iperattività secondaria sarà necessario intervenire sulla causa specifica (infezione urinaria, calcolo vescicale, neoplasia, ecc.).

Il trattamento chirurgico che, invece, si avvale di interventi che hanno lo scopo di correggere selettivamente l’alterazione che ha determinato l’incontinenza urinaria: generalmente spazia dai trattamenti endoscopici (rinforzo dello sfintere urinario mediante iniezione periuretrale di varie sostanze) a quelli mini-invasivi (TVT, TOT ecc.) sino a trattamenti chirurgici più complessi con approccio addominale. La scelta del tipo di trattamento dipende dall’alterazione da correggere e dalle caratteristiche della paziente”.

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