Incontinenza urinaria femminile: un fenomeno comune che è bene sapere come affrontare

L’incontinenza urinaria femminile è spesso chiamata “malattia silenziosa” perché le donne che ne soffrono raramente ne parlano al proprio medico. Si tratta, in realtà, di un fenomeno comune che si manifesta soprattutto dopo una certa età

L’incontinenza urinaria viene definita come la perdita involontaria di urina tale da determinare problemi igienici, economici e sociali. “Tale disturbo, ci ha spiegato il dott. Najati Alrabi, Responsabile dell'U.O. di Urologia dell'Istituto Clinico S. Anna, colpisce prevalentemente il sesso femminile e la sua incidenza aumenta dai 35 anni in poi. Le pazienti risultano spesso riluttanti ad esporre tale problema in parte per l’imbarazzo, in parte per la convinzione che si tratti di una condizione “parafisiologica” (“normale”) legata all’età ed, in ultimo, per la scarsa conoscenza delle possibili terapie”. Che tipologie d'incontinenza esistono?

“L’incontinenza urinaria viene classificata in differenti modi ma dal punto di vista clinico possiamo distinguere l’incontinenza da sforzo, che consiste nella perdita di urina in conseguenza di aumenti della pressione addominale quali colpi di tosse, starnuti, ecc. e può essere legata ad alterazioni dei muscoli del pavimento pelvico o a deficit intrinseco dello sfintere urinario, l’incontinenza da urgenza, legata a perdite che si verificano in conseguenza di uno stimolo impellente di urinare dovute in questo caso ad una iperattività del muscolo detrusore della vescica che può essere di tipo idiopatico o secondario (infezioni urinarie, litiasi vescicale, neoplasie vescicali, ecc.), ed, infine, l’incontinenza mista, che rappresenta la maggioranza dei casi, in cui le perdite urinarie si verificano sia sotto sforzo, sia per iperattività del detrusore.

In Italia si stima che l'incontinenza urinaria di tipo misto rappresenti la maggioranza dei casi, tra il 55 e l’83%, mentre l’incontinenza da stress pura tra il 4,6 ed il 16,6% dei casi. Il corretto inquadramento diagnostico dell’incontinenza urinaria permette l’approccio terapeutico più mirato".

 

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