Il mappaggio elettroencefalografico per la demenza

La malattia di Alzheimer rappresenta la causa più comune di demenza in età senile nei paesi occidentali. Questa patologia esordisce in maniera insidiosa e progredisce in modo graduale. Notevole importanza hanno assunto, negli ultimi anni, le tecniche diagnostiche di visualizzazione cerebrale, in grado di evidenziare immagini morfologiche e funzionali. Tra queste, come ci ha spiegato il Dott. Biagio Troianiello, Responsabile dell’U.O. di Neurologia dell’Istituto Clinico S. Anna, “la mappatura dell'esame elettroencefalografico ha avuto una vasta applicazione”.

Di cosa si tratta?

“È una tecnica avanzata di elettroencefalogramma che trasforma l’impulso elettrico in colore e permette di valutare qual è il particolare pattern di funzionamento cerebrale della persona. Ogni registrazione elettrica è espressione di un’attività neuronale e, per questo, conoscere il modo con cui il nostro cervello gestisce l’attivazione o l’inibizione dell’attività elettrica in determinate regioni ci fornisce un quadro generale del funzionamento cerebrale individuale. Ma non solo. Siamo in grado di capire anche se le cure che stiamo prescrivendo ad un paziente affetto da patologie di origine neuro-cognitive stanno dando gli effetti sperati oppure no.

Grazie all’ausilio di questa apparecchiatura otteniamo un riscontro oggettivo e calibriamo al meglio il percorso di cura di ciascun paziente. Capiamo, cioè, se il soggetto è sensibile ad un trattamento medico, ad uno di riabilitazione cognitiva e così via… Stiamo parlando di esami semplici, del tutto non invasivi, ma che risultano molto efficaci e affidabili”.

La durata di questo esame e per chi è indicato?

“Circa 30/40 minuti. È indicato per i pazienti affetti da demenza ma anche epilessia ma, più in generale, a tutti coloro che sono in terapia medica”.

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