Cosa sono e come è possibile curare le emorroidi

Le emorroidi sono le vene varicose del distretto ano-rettale. Come ci ha spiegato il Dott. Mauro Lippa, specialista in chirurgia generale, chirurgia dell’apparato digerente e in endoscopia digestiva dell’Istituto Clinico S. Anna, “possono essere interne e\o esterne e comunque possono dare dolore, sanguinamento e vari disturbi. Inizialmente dominabili con le terapie mediche, possono peggiorare: di conseguenza la terapia medica non risulta più efficace e si è costretti a ricorrere alla terapia chirurgica”.

Con quale tecnica chirurgica vengono trattate?

“La terapia per le emorroidi con tecnica ‘help’ è una nuova tecnica chirurgica mininvasiva e indolore. Lo strumento laser è stato progettato per favorire un facile passaggio nel canale anale ed è dotato di una sonda monouso Doppler che consente di identificare le diramazioni delle arterie che alimentano le emorroidi. L’energia laser focalizzata in quei punti viene quindi applicata con una sottile fibra, senza alcun dolore poiché l’area non è sensibile. La fotocoagulazione laser delle arterie emorroidali chiude le stesse e ripara la mucosa e la submucosa rettale a livello muscolare, causando una retrazione delle emorroidi ed evitando un prolasso attraverso il canale anale”.

Quali sono i vantaggi derivanti dall’utilizzo di questa tecnica?

“Grazie al kit per procedura Help, il trattamento è rapido, semplice e dà il minimo disagio al paziente. Si esegue con ricovero breve in anestesia selettiva con conseguente sensibile riduzione delle complicazioni e normalmente nell’arco del giorno il paziente può essere dimesso. Il decorso post-operatorio è più rapido rispetto ad approcci alternativi con dolore minimo o assente durante e dopo l’intervento con risultati immediati e a lungo termine eccellenti. Quindi una procedura semplificata e un trattamento più sicuro, rapido e indolore.

Dopo l’intervento, sarà a giudizio del medico, proseguire con una terapia costituita semplicemente da detersione con sapone neutro e una pomata per una settimana. La ripresa dell’evacuazione è immediata e con ritmi abituali. Ovviamente prima dell’intervento è comunque indispensabile sottoporsi ad una visita specialistica che dovrà stabilire la diagnosi di malattia emorroidaria, il suo stadio e, soprattutto, l’assenza di altre patologie concomitanti. Solo dopo una valutazione di questo tipo si potrà capire se il paziente è candidato a questo tipo d’intervento. Se le emorroidi, infatti, sono superiori ad un 2° grado prolassano, difficilmente si riducono e pertanto questa tecnica non risulta efficace per cui è opportuno ricorrere ad un’altra procedura”.

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