Chirurgia mini-invasiva: un'arma in più contro l'alluce valgo

Se i trattamenti conservativi non hanno prodotto gli effetti sperati e se l’alluce valgo continua a provocare dolore, è opportuno sottoporsi ad un intervento chirurgico. Ma quale? 

Lo abbiamo chiesto Dott. Guido Carbone, specialista ortopedico dell’U.O. di Ortopedia e Traumatologia sez. II dell’Istituto Clinico S.Anna. “Esistono numerose e diverse tecniche chirurgiche che consentono di correggere la deviazione del primo dito del piede. Quelle definite tradizionali utilizzano delle incisioni chirurgiche tramite le quali si possono effettuare le correzioni ossee che poi vengono stabilizzate attraverso fili di metallo, viti, placche o cambre con risultati ottimi dal punto di vista funzionale”. 

E con la chirurgia mini-invasiva cosa si può fare? 

“Le tecniche mini-invasive consentono, attraverso alcune mini incisioni, di effettuare buone correzioni delle deformità senza danneggiare i tessuti circostanti. Queste tecniche sono un valido aiuto per il chirurgo del piede che vuole soddisfare non solo le esigenze funzionali ma anche quelle estetiche del paziente. L’intervento chirurgico con metodica mini-invasiva riduce i tempi di recupero funzionale, attenua il dolore post-operatorio e permette di camminare il giorno stesso dell’intervento. Il recupero completo della funzionalità del piede svolgendo le proprie attività avviene in tempi più rapidi rispetto alle operazioni eseguite con tecniche tradizionali”.

Una volta eseguita l’operazione si guarisce definitivamente? 

“No, l’atto chirurgico non è sufficiente a garantire un buon risultato. Perché tutto si risolva positivamente ho constatato personalmente che la collaborazione del paziente è molto importante. La fase riabilitativa che segue l’intervento e l’uso di corretti presidi ortopedici (calzature idonee) è fondamentale per conservare la correzione eseguita e per recuperare la funzione che consente, al termine del percorso terapeutico, di tornare a camminare liberamente”.

X